La dermatite atopica (DA) è una malattia infiammatoria pruriginosa a carattere cronico-recidivante, con fasi acute e croniche, spesso presenti contemporaneamente.

La DA ha un’origine multifattoriale, in cui la predisposizione genetica e l’ambiente giocano entrambi un ruolo importante.

Ha una prevalenza del 2-5% nella popolazione generale e fino al 10-20% nella popolazione pediatrica, con una massima incidenza nei primi anni di vita.

Oltre il 50% dei bambini non presenta più sintomi in età adolescenziale, tuttavia le recidive in età adulta sono frequenti. In una quota consistente di soggetti (60-70%) possono coesistere manifestazioni allergiche quali rinite e congiuntivite, asma e allergia alimentare.

Si stima che circa il 10% dei pazienti continuino a soffrire di DA in età adulta, con difficoltà di gestione e comparsa di resistenza alle terapie comuni.

La pelle atopica mostra un difetto di barriera e uno stato d’iperreattività, caratterizzato dalla comparsa di lesioni con distribuzione e aspetto differente in relazione alla fase della malattia e all’età del soggetto.

Le lesioni acute sono generalmente chiazze eritematose (“rosse”) mal delimitate, xerotiche (“secche”), talvolta con vescicolazione ed essudazione, formazione di croste e di lesioni da grattamento. Una conseguenza del grattamento è spesso l’impetigine (sovrainfezione batterica), soprattutto in età infantile, ma anche le infezioni virali e fungine.

Le sedi tipiche sono le grosse pieghe (braccia, gambe, collo), il viso, il dorso delle mani e dei piedi.

Col tempo, nelle fasi croniche, la cute appare ispessita (“lichenificata”) per il continuo grattamento e sfregamento, e ragadi e fissurazioni (“tagli”) possono apparire nelle pieghe e in regione palmo-plantare.

La terapia della DA è finalizzata a ridurre l’infiammazione, ripristinare la barriera cutanea, eliminare la colonizzazione batterica e infine prevenire le riacutizzazioni.

Il successo del trattamento dipende anche dall’identificazione ed eliminazione di fattori stimolanti quali irritanti, allergeni, agenti infettivi, stress emozionali e terapie non adeguate.

I farmaci topici non possono essere sostituiti dall’impiego quotidiano di un emolliente adeguato, con lo scopo di ricostituire il “film idrolipidico” cutaneo. La terapia sistemica può essere associata alle terapie locali nelle forme più gravi e resistenti, o tendenti alla recidiva.

La fototerapia con UVB a banda stretta o la fototerapia con UVA1 sono terapie che sfruttano il potere antinfiammatorio di frazioni selettive dei raggi ultravioletti. L’azione immunomodulatrice esercitata dalla fototerapia spegne l’iperreattività cutanea, soprattutto nelle forme croniche, garantendo spesso periodi di remissione lunghi e permettendo di svezzarsi dall’utilizzo continuativo di farmaci topici e/o sistemici.

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