La vitiligine è una patologia depigmentante che colpisce circa lo 0,5-1% della popolazione mondiale, senza differenze di sesso o razziali, potendo comparire in qualsiasi epoca della vita.

Si caratterizza per la comparsa di chiazze amelanotiche (“bianche”) o ipomelanotiche, con distribuzione e grandezza variabili.

I meccanismi responsabili di questa malattia sono ancora poco conosciuti, ma le ipotesi più accreditate sono le seguenti:

  • autoimmune: i melanociti (le cellule da cui deriva la pigmentazione cutanea) sarebbero il bersaglio di un’aggressione del nostro stesso sistema immunitario; tale ipotesi è ulteriormente avvallata dalla frequente associazione con altre malattie autoimmuni
  • neurogena: le terminazioni nervose periferiche determinerebbero un danno a carico dei melanociti, attraverso la secrezione di molecole dannose per queste cellule
  • citotossica: i melanociti verrebbero danneggiati a seguito di difetti nei meccanismi protettivi naturali delle cellule, con accumulo di radicali liberi e molecole in grado di indurre uno stress ossidativo e quindi la morte cellulare

Tutti questi fattori causali non si escluderebbero reciprocamente, piuttosto potrebbero agire simultaneamente nello sviluppo della vitiligine.

Pur non trattandosi di una malattia contagiosa e non avendo alcun impatto sulla longevità, la vitiligine può determinare una notevole compromissione della qualità della vita della persona, soprattutto se localizzata in sedi visibili quali il volto e le mani.

Esistono diverse terapie per la cura della vitiligine, e il trattamento deve essere pianificato in relazione all’estensione delle chiazze, alle aspettative del paziente e al raggiungimento di un buon risultato estetico.

Le terapie della vitiligine possono anche essere combinate o utilizzate ciclicamente in base ai miglioramenti ottenuti.

Oltre alle terapie locali, di diversi tipi e con diverse azioni, la fototerapia con raggi ultravioletti B a banda stretta (UVB-narrow band) rappresenta senza dubbio una delle terapie di prima scelta e con maggiore efficacia, non gravata da effetti collaterali e ripetibile nel tempo.

I vantaggi della fototerapia UVB sono inoltre la possibilità di essere usata anche nei bambini e senza l’assunzione di farmaci per via sistemica. I risultati migliori si apprezzano in determinate sedi, tra cui il volto, e con tempi di risposta talvolta veloci; entro i primi 3-4 mesi, circa il 70-80% dei pazienti mostra una risposta al trattamento, soprattutto nelle forme di recente insorgenza.

For a consultation:        +39 349.0576539

Privacy Policy