Le verruche genitali (o ano-genitali), chiamate anche “condilomi”, sono lesioni cutanee o mucose provocate dall’infezione da Papillomavirus umano (HPV).

L’infezione da HPV è la più comune tra le infezioni virali a trasmissione sessuale. L’infezione ano-genitale da HPV è ugualmente frequente nei due sessi ed è trasmessa quasi esclusivamente attraverso il contatto sessuale.

In tutti i casi di infezione da HPV è importante escludere la presenza di altre infezioni sessualmente trasmissibili.

Esistono numerosi genotipi di HPV (oltre 150), e le lesioni cliniche indotte dal virus e la loro storia naturale sono determinate soprattutto dal tipo di virus coinvolto.

Nel caso delle verruche genitali è comunemente utilizzata la suddivisione tra tipi virali “a basso rischio” o “ad alto rischio”, in relazione all’associazione che ciascun tipo virale ha con lesioni benigne (le verruche ano-genitali o condilomi) o con lesioni maligne o a potenziale evolutività maligna (carcinomi squamosi).

L’infezione da HPV nel distretto ano-genitale interessa circa il 40% della popolazione nell’arco della vita sessualmente attiva. Gli HPV genitali sono trasmessi attraverso il contatto diretto tra partner sessuali, mentre la trasmissione indiretta non è chiaramente documentata. Il periodo di incubazione varia dalle 3 alle 10 settimane, potendo arrivare sino a 4-5 mesi.

Il virus HPV può causare un’infezione multifocale di tutta la regione ano-genitale, e le lesioni sono più frequenti nelle sedi di trauma durante i rapporti sessuali.

La presentazione clinica più comune è quella di lesioni verrucose a cavolfiore, con base larga o peduncolata, di diverse dimensioni. Altri aspetti comprendono lesioni piatte, in placca o papulari pigmentate. Possono essere singole o multiple, e le dimensioni possono variare da pochi millimetri a lesioni di grandi dimensioni, anche diversi centimetri. Generalmente asintomatiche, le lesioni possono essere accompagnate da irritazione locale, sanguinamento e prurito/bruciore.

Circa il 50% dei pazienti manifesta recidive, ovvero la ricomparsa delle lesioni dopo una regressione completa indotta dalla terapia. Le recidive compaiono generalmente entro 3-4 mesi dalla remissione delle verruche iniziali, e talvolta più tardivamente.

La probabilità che un paziente presenti una recidiva dipende dallo stato immunitario, dal numero e dimensioni delle lesioni iniziali, dalle condizioni locali cutanee.

Il trattamento dei condilomi ha lo scopo di rimuovere le lesioni visibili, prevenire le recidive, ridurre la contagiosità e infine indurre un sollievo dal disagio legato alla potenziale infettività.

La scelta del trattamento più adeguato deve tener conto della varietà clinica, della localizzazione ed estensione delle lesioni, adattandola alle caratteristiche e alle preferenze del singolo paziente.

Le terapie possono anche essere combinate o utilizzate in modo rotazionale, alternando terapie fisiche distruttive a terapie locali (imiquimod, podofillotossina).

Le terapie fisiche più utilizzate ed efficaci sono la crioterapia con azoto liquido e la demolizione mediante diatermocoagulazione (DTC). La diatermocoagulazione (DTC) è il trattamento più efficace nella rimozione delle lesioni di medie-grandi dimensioni in un’unica seduta, soprattutto se cutanee. Consiste nella cauterizzazione (“bruciatura”) della lesione dopo anestesia locale iniettiva. Al termine del trattamento residuano delle ferite superficiali con tempi di guarigione variabili (1-3 settimane).

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